Casalini la Festa della Battitura
Una delle rievocazioni delle attività che hanno caratterizzato la civiltà contadina di Panicale e non solo è da evidenziare nella mietitura e battitura del grano. Uno dei momenti più importanti della stagione agricola , momento in cui si raccoglievano gran parte dei frutti derivanti dalle fatiche di un'intera stagione trascorsa a lavorare la terra e a spendere fatica e sudore.
La rappresentazione della battitura è messa in scena dalla PRO-LOCO di
Casalini, una piccola frazione di Panicale che si trova a circa 5 km da
Capoluogo e ad appena 2 km dalle rive del Lago Trasimeno. La manifestazione
non ha un carattere temporale cadenzato ma avviene saltuariamente in base
alle disponibilità ( e alla voglia!) degli organizzatori. L'ultima
manifestazione in senso temporale si è svolta nel 2008 alla quale ha
partecipato gran parte della popolazione del piccolo centro riscuotendo come
sempre grande successo di pubblico. L'evento è stato suddiviso in due fasi,
in un primo momento si è proceduto alla mietitura del grano dove sono state
rappresentati i vari sistemi di mietitura, a falcetta, che consisteva nel
taglio delle spighe con il solo ausilio della falce, con la falciatrice, una
della prima macchine (a trazione animale) comparsa nell'immediato dopoguerra e
che ebbe il merito di ridurre immediatamente la fatica dell'uomo, e con
l'ultima delle macchine a motore prima dell'avvento della moderna
trebbiatrice, la "mietilega". La falciatrice ( vedi foto nel riquadro) s
limitava a falciare il grano con estrema velocità lasciandolo cadere a terra
in piccoli mucchi le spighe che venivano successivamente legate a mano (
gregne) dai contadini che seguivano la macchina. La mietilega era invece una
macchina ulteriormente innovativa, essa nel procedere oltre a tagliere le
spighe le raccoglieva e le fascinava legandole con uno spago sostituendo in
questo modo il lavoro di legatura manuale prima descritto
Mietitura
Carratura
Battitura
L'ultima fase della mietitura consisteva nella raccolta e accatastamento
delle "gregne", quest'ultime venivano collocate una sopra l'altra a forma di
croce e in immediata successione in moda formare una specie di bruco
appoggiato sul terreno. La particolare posa delle gregne e l'orientamento
delle spighe garantiva lo scolo delle acque in caso di pioggia e la pronta
asciugatura scongiurando la formazione di muffe e la perdita del raccolto.
Dopo alcuni giorni dalla mietitura si procedeva alla raccolta e al trasporto
presso l'Aia di tutto il raccolto (carratura del grano) collocando le gregne
in imponenti mucchi definiti apppunto "mucchia del grano". Trascorsi
altri giorni arrivava il giorno fatidico della trebbiatura o battitura del
grano.
Anticamente il grano veniva battuto a mano utilizzando due randelli
di legno collegati tra loro da una corda d canapa lunga circa
60-70 cm. Il battitore tenendo in mano un randello faceva ruotare in alto
l'altro facendolo ricadere con violenza sul grano messo a terra in piccoli
mucchi. In tempi più recenti, quando la tecnologia ha iniziato a dare un
sensibile aiuto al lavoro dell'uomo, anche queste nel primo dopoguerra, (
tra la fine degli anni 40 e primi anni 50') sono iniziate a comparire
le prime macchie per battere il grano che oltre a battere le spighe pulivano
e raccoglievano i chicci dividendoli dalla paglia, che veniva inviata
tramite una scala al pagliaio, e dal pulviscolo che conteneva appunto
il chicco di grano quando era ancora nella spiga inviandolo tramite un'
apposita tubazione verso il "pulaio". Il grano ben battuto
e pulito veniva raccolto in sacchi di juta e poi trasportato nei granai dei
mezzadri ( poco!) e dei proprietari dei poderi ( molto !).
(nell'immagine sopra la colazione della mietitura a base di pane, torta al testo, affettati, formaggi e abbondante vino... ingrandisci l'immagine clicca qui )

